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Imposta di soggiorno: il Comune di Vieste può esigerla?

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A seguito di uno studio sulla destagionalizzazione del turismo relativo al territorio garganico, siamo giunti all’esame del D. Lgs. 14.3.2011, n. 23, con cui si disciplina la normativa riguardo la possibilità per le città d’arte e località turistiche (Comuni ad economia prevalentemente turistica) di istituire l’imposta di soggiorno.

L’art. 4, comma 1, del citato decreto recita: “I Comuni capoluogo di provincia, le unioni di Comuni, nonché i Comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o città d’arte possono istituire, con deliberazione del Consiglio, un’imposta di soggiorno a carico di coloro che soggiornano nelle strutture ricettive situate sul proprio territorio, da applicare, secondo criteri di gradualità in proporzione al prezzo, sino a cinque euro per notte di soggiorno”.

Successivamente da uno studio del Regolamento regionale di attuazione del 23.12.2004, n. 11 della L.R. Puglia 1.8.2003, n. 11, art. 2, comma 1, lett. d ‘Definizione di Comune a economia prevalentemente turistica e città d’arte’, si è appreso che l’art. 1, comma 2, recita: “Presso l’Assessorato al Commercio della Regione è tenuto l’elenco dei Comuni ad economia prevalentemente turistica e delle città d’arte”.

Dopo aver consultato il Registro delle città d’arte e turistiche aggiornato all’ultimo Comune iscritto ossia il Comune di Ginosa (Ta), con determina dirigenziale n. 083 del 29.3.2013, abbiano notato, con grande stupore, che il Comune di Vieste non risulta in elenco né per l’anno 2013 né per gli anni addietro.

Infatti, i Comuni del nostro territorio iscritti sono Manfredonia (14.6.2005), San Severo (2.2.2006), Vico del Gargano (22.6.2006), San Giovanni Rotondo (9.10.2007), Lucera (17.7.2008), Isole Tremiti (16.6.2011).

Ci si chiede, a questo punto, come abbia potuto il Comune di Vieste istituire questa imposta.

Ebbene, con la delibera del Consiglio Comunale n. 41 del 31.8.2011, il Consiglio Comunale ha  attribuito al Comune di Vieste la qualità di ‘Comune capoluogo di Provincia’ ed ha, pertanto, istituito l’imposta, incassando nell’anno 2012 la somma di € 650.318,41, e per l’anno 2013 il Consiglio Comunale, con la delibera n. 59 del 16.5.2013, ha provveduto (!) alla determinazione della misura dell’imposta.

Si osserva, inoltre, che il nostro Comune potrebbe in astratto applicare la ridetta imposta di soggiorno, se solo avesse provveduto a presentare una regolare istanza alla Regione Puglia, così come hanno fatto gli altri Comuni vicini.

Pertanto, viste le inadempienze amministrative del Comune di Vieste, nessuna imposta di soggiorno deve essere richiesta ai turisti per il tramite delle strutture ricettive, e questo al fine di evitare un arricchimento non dovuto o un’indebita appropriazione di somme di denaro in danno degli ospiti.

Ci chiediamo, pertanto, quali saranno le azioni che il Comune vorrà intraprendere per rimediare all’indebita percezione dell’imposta di soggiorno per l’anno 2012 e ci chiediamo se, dopo aver istruito il Comune di Vieste sulle modalità di applicazione dell’imposta di soggiorno, il Comune di Vieste intenda sospendere (o meglio, revocare) immediatamente la delibera di istituzione dell’imposta di soggiorno ed evitare la riscossione delle somme per l’anno 2013.

A questo punto si pone una domanda: cosa succederebbe se i malcapitati turisti, che hanno provveduto all’indebito pagamento dell’imposta, formulassero richieste di rimborso di quanto versato direttamente alle strutture turistiche?

Come verranno garantiti tutti i servizi attivati dalla previsione di entrata dell’imposta di soggiorno?

Auspichiamo una risoluzione tempestiva da parte del Comune di Vieste della questione sollevata al fine evitare ulteriori incresciosi inconvenienti con i nostri ospiti.

 

Su questo link potrete consultare il Registro delle città d’arte e turistiche della Regione Puglia

 

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