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Lo stand della Regione Puglia alla Bit 2015

Che la Regione non veda il Gargano con la stessa attenzione con cui si preoccupa di altre zone pugliesi è un dato di fatto, basti pensare a temi come sanità, infrastrutture e promozione. Ed è proprio su quest'ultimo aspetto che vogliamo porre l'accento, a pochi giorni dalla chiusura della BIT, il salone internazionale del turismo che si è recentemente tenuto a Milano. Chi c'è stato come visitatore o espositore ha potuto constatare che lo stand allestito da Pugliapromozione (l'agenzia finanziata dalla Regione per curarne l'immagine) non poneva sullo stesso piano Gargano e Salento, Subappennino e Valle d'Itria, Ofantino e Murgia.

Perchè? Cosa stiamo facendo per arginare questa discriminazione?

Dei 40 espositori che hanno acquistato una postazione nello stand pugliese, a rappresentare la provincia di Foggia c'era il solo consorzio GarganoMare; si tratta di una presenza decisamente troppo scarsa vista l'importanza che il nostro territorio ricopre nel panorama turistico regionale, nazionale ed internazionale. Sul versante opposto, più massiccia risulta la presenza di aziende a sud di Bari: 13 dalla provincia di Lecce, 6 da quella di Brindisi e 4 dal tarantino. In altre parole, le quote (un investimento fattibile anche in periodi di difficoltà finanziarie) per aiutare PugliaPromozione ad allestire lo stand, sono giunte per oltre il 50% dalle province del sud regione, mentre il versante settentrionale ha contribuito alla causa solo per il 2,5%.

A confermare la scarsa collaborazione di enti ed aziende di Capitanata nella realizzazione di fiere e pubblicazioni per la promozione dell’intero territorio regionale ci sono anche le guide distribuite gratuitamente in eventi come la Bit, a cui PugliaPromozione partecipa tanto in Italia quanto all'estero. Nelle pubblicazioni “Pasqua in Puglia, la Settimana Santa” e “Patroni di Puglia” la presenza dei Comuni garganici (e delle proprie tradizioni e manifestazioni) è ridotta all'osso, limitata a Vico, San Marco in Lamis, Monte Sant’Angelo e Lesina.

Perchè Vieste, la capitale del turismo pugliese con il suo alto numero di presenze, non compare in queste iniziative? Rispediamo al mittente l'eventuale (solita) affermazione che non ci sono fondi disponibili in quanto l'imposta di soggiorno ha come scopo unico quello di finanziare tutto il comparto turistico, in primis la promozione. Ma sin dalla sua istituzione (tralasciamo volutamente l'aspetto irregolare della delibera, già ampiamente affrontata in passato), nella suddivisione delle somme incassate, quest’ultimo aspetto è sempre rimasto senza alcun centesimo, lasciando l'intero compito al consorzio di alcuni (non tutti) operatori turistici locali.

Da anni ci sentiamo dire che la chiave per migliorare l'intero comparto è la destagionalizzazione, ma non possiamo continuare a fingere di non sapere che questa è irrealizzabile senza una seria e attenta opera di promozione fatta per far conoscere il territorio nei suoi aspetti non direttamente legati alla spiaggia e al mare: valorizzazione del centro storico, delle tradizioni religiose, dell'enogastronomia e dell'artigianato locale, da riscoprire ed incentivare. Pensare di attirare flussi turistici in mesi diversi da luglio e agosto con manifestazioni faraoniche senza supportarle con una adeguata campagna di divulgazione equivale a buttare soldi dalla finestra a beneficio di chi si farà trovare sotto per raccoglierli.

La promozione turistica è ben altra cosa.

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