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Anche i viestani hanno diritto alla salute

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art 32 costituzione

Nei giorni scorsi su molte testate giornalistiche foggiane ha trovato spazio la vicenda di una bambina di 6 anni che, dopo essersi fratturata un braccio a Vieste, si è sentita dire che per i raggi e il gesso doveva andare a San Giovanni Rotondo. Una notizia che ha lasciato esterrefatti i lettori della capitanata ma non i viestani che questo tipo di risposte sono abituati a sentirle da sempre. Se possiamo sforzarci di far rientrare in una situazione eccezionale i tanti mesi in cui la macchina dei raggi è stata guasta, rientra nell’ordinario che in organico c’è solo un radiologo impegnato solo tre giorni a settimana nel più classico degli orari di ufficio (8:00 – 14:00) mentre l’ortopedico è presente presso i locali del Poliambulatorio solo il venerdì pomeriggio e il sabato mattina. Vista l'assenza di qualsiasi tipo di attrezzatura necessaria ad allestire una sala gessi, il suo intervento si limita solo alle visite ambulatoriali mentre le fratture vengono gestite dai medici del Punto di Primo Intervento del 118 che immobilizzano come meglio possono l'osso fratturato e invitano lo sventurato a percorrere un’ora abbondante di curve per andare negli ospedali di Manfredonia o San Giovanni.

Ma la traumatologia non è il solo settore deficitario nella sanità viestana: da oltre due mesi, infatti, il laboratorio di analisi è di fatto diventato un semplice centro prelievi per l’assenza di tecnici in grado di usare le apparecchiature in dotazione. Dei tre tecnici in servizio, due sarebbero stati spostati in altri centri e uno è in congedo per maternità. A causa della mancata sostituzione di chi sa utilizzare le macchine, i prelievi effettuati vengono inviati a San Marco in Lamis causando notevoli ritardi nell’ottenimento degli esiti, cosa particolarmente grave quando richiesti dai medici del 118 per casi urgenti.

Quelli appena descritti sono solo due episodi che dimostrano l’inadeguatezza del servizio sanitario pubblico a disposizione dei cittadini viestani, contribuenti come gli altri che meritano la stessa tutela e considerazione di corregionali o connazionali che hanno l’unica fortuna di vivere in una città dove la sanità funziona meglio. 

Ma quando questi ultimi decidono di venire a trascorrere le proprie vacanze a Vieste, anche loro si trovano catapultati in questa realtà fatta di professionalità e dedizione al lavoro del personale medico e paramedico, e poco più.

Intervistato da Ondaradio, il dottor Carnevale, direttore del distretto sanitario per i Comuni del Gargano nord, dal fresco del suo ufficio ha delineato un quadro rassicurante dei servizi sanitari sul territorio, sminuendo ad arte la gravità dei disservizi che gli vengono presentati.

L’elezione nell’Amministrazione Comunale di un Sindaco medico e di tre consiglieri che vivono di sanità (un dottore, un infermiere e un impiegato della Asl) lasciava ben sperare per il miglioramento della qualità del servizio del Poliambulatorio, speranza però nei fatti disillusa dal peggioramento della qualità degli stessi servizi.

A questa incapacità di tutelare la salute di cittadini e turisti va aggiunto il disinteresse del governo regionale che vede nell’assessore alla sanità Elena Gentile una persona attiva nell’inaugurare o annunciare nuovi ospedali nel nord barese e nel Salento, ricordandosi del Gargano solo quando deve venire a prendersi i voti. 

Ai 625 viestani che hanno scritto il suo nome sulla scheda per eleggerla parlamentare europeo auguriamo tanta salute; agli altri aggiungiamo anche il consiglio di frequentare le 13 chiese dislocate sul territorio.

L'esito delle scorse elezioni appare evidentemente inconciliabile con l'impegno concreto sul territorio sia se facciamo riferimento all'assessore regionale PD Elena Gentile, che nulla ha mai fatto per rendere degnamente operativo il Poliambulatorio, sia se facciamo riferimento alla politica nostrana, che come si è detto prima, pur essendo 'ricca' di addetti al settore sanitario, nessun miglioramento ha apportato al servizio sanitario locale.

Speriamo solo che questa stagione estiva non ci porti ulteriori lutti e medaglie della vergogna.

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