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Illegittima l’imposta di soggiorno a Vieste: dalla Regione la conferma

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20140128 mail regione imposta soggiorno

Mancano poco più di 100 giorni al 15 maggio, data che sancisce l’apertura ufficiale della stagione turistica 2014, ma soprattutto quella dalla quale sarà applicata l’imposta di soggiorno per il terzo anno.

Come denunciato con un comunicato stampa dello scorso 31 maggio a firma degli Attivisti viestani del Movimento 5 Stelle, il Comune di Vieste non ha diritto a chiedere il pagamento di tale imposta non avendo ottemperato a quanto previsto dalla normativa che regola l’istituzione di questa esazione.

Infatti l’art. 4, comma 1, del D. Lgs. N. 23 del 14.3.2011 recita testualmente: “I Comuni capoluogo di provincia, le unioni di Comuni, nonché i Comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o città d’arte possono istituire, con deliberazione del Consiglio, un’imposta di soggiorno a carico di coloro che soggiornano nelle strutture ricettive situate sul proprio territorio, da applicare, secondo criteri di gradualità in proporzione al prezzo, sino a cinque euro per notte di soggiorno”.

L’Amministrazione Comunale viestana ha approvato l’istituzione di questa imposta con la delibera n. 41 del 31 agosto 2011, omettendo di seguire l'iter procedurale indispensabile per l'applicazione dell'imposta e qualificando il Comune di Vieste quale Capoluogo di Provincia della Regione Puglia, posto che, ex art. 4 del citato decreto, i Comuni capoluogo di provincia, possono istituire, senza iscrizione nel Registro, con deliberazione del Consiglio, un'imposta di soggiorno a carico di coloro che alloggiano nelle strutture ricettive situate sul proprio territorio.

Tralasciando il fatto che l'opposizione, presente in quel Consiglio Comunale, non ha compreso la macroscopica idiozia dichiarata della maggioranza, gli Attivisti di Vieste del M5S vorrebbero conoscere le intenzioni dell'amministrazione comunale al riguardo, soprattutto considerando che la Regione Puglia, contattata dai pentastellati circa l'eventuale inoltro dell'istanza per l'iscrizione del Registro, dichiarava: “Con riferimento alla riguardante il Comune di Vieste, le preciso che agli atti del nostro Ufficio non vi sono istanze presentate dall’amministrazione comunale”.

Clamorosa gaffe o errore premeditato e voluto, che esporrà i Viestani a future esazioni?

Ad analizzare quanto avvenuto da quel 31 agosto 2011 fino ad oggi viene da escludere la prima ipotesi: resterebbe ignota, infatti, la motivazione che spinge l’Amministrazione Comunale a non voler iscrivere Vieste all’elenco delle località turistiche o città d’arte sebbene il nostro territorio sia in possesso di tutti i requisiti per ottenere questa iscrizione, unica possibilità per poter istituire l’imposta di soggiorno.

Senonchè, l’omessa presentazione della prevista richiesta di iscrizione fa insinuare nelle menti dei cittadini il tarlo che qualcosa di torbido sia alla base di questa decisione.

Cosa?

La mancata adozione di validi controlli sull’effettivo versamento nelle casse comunali di quanto incassato dai turisti?

L’impossibilità di sanzionare quegli imprenditori turistici evasori vista la illegittimità della delibera?

La possibilità di gestire le somme percepite in ambiti diversi da quelli previsti dall’imposta di soggiorno, come sta accadendo in un silenzio assordante di tutti i consiglieri comunali?

Tutte domande che qualcuno potrebbe ritenere campate in aria, probabilmente le stesse persone che hanno affermato che “Vieste è capoluogo di provincia”.

A quelle persone, sindaco e assessore al turismo in primis, vogliamo porgere ancora due domande: Perché avete deciso di rischiare di subire una class action che costringerà i cittadini tutti a restituire ai turisti quasi un milione e mezzo di euro?

Perché avete deciso di rischiare di non poter più incassare quasi settecentomila euro, una manna dal cielo per le casse comunali?

I cittadini attendono risposte e gli Attivisti di Vieste del M5S informano che, in caso di mancata regolarizzazione dell'imposta, verranno avviate campagne informative a livello nazionale.

 

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